martedì 1 aprile 2014

PESCE D'APRILE

Il primo di Aprile era, ai tempi in cui io andavo a scuola, 50 anini fa, un giorno di apprensione perchè prima o poi qualcuno ti avrebbe appiccicato un biglietto o un pesciolino di carta alle spalle con scritto qualche scemenza.  Poi c'erano, ma questi si sono ripetutti fino ai tempi attuali, scherzi, bufale magistrali che hanno fatto eco in tutto il mondo.
In agguato ovunque, a casa come in ufficio, su internet, sui giornali ed in tv.
Creduloni e non di tutto il mondo occhio!
Questa strana festa , “poisson d’avril” in Francia, “pescado de abril” in Spagna, “April Fool’s day”, in inglese significa “giorno dei buffoni di aprile”, dedicata agli scherzi è conosciuta, oltre che in Italia, anche in Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Brasile ed anche in Giappone.
La storia più probabile che la vede nascere come festa è quella che si svolge al tempo del regno di Carlo IX di Francia.
A metà del XVI secolo, in tutta la Francia le celebrazioni del nuovo anno cominciavano il 25 marzo e finivano una settimana dopo, ma  il 1 aprile e nel 1564 con un decreto, il re stabilì l'adozione del  calendario gregoriano facendo diventare così il primo giorno dell’anno il 1 gennaio. La leggenda vuole che molti francesi,contrari a questo cambiamento o semplicemente dimenticanti, continuassero a scambiarsi regali e  festeggiassero tutta la settimana che terminava come facevano gli anni precedenti.
Alcuni decisero di ridicolizzarli, consegnando regali assurdi, organizzando feste inesistenti, facendo nascere così la tradizione di fare scherzi il primo giorno di aprile.
In ogni parte del mondo ha preso connotazioni e particolarità più o meno strambe, quella che mi pare più simpatica, ma è solo una visione tutta  mia personale, è quella scozzese.
Nella Scozia il pesce d’aprile ha una curiosa appendice nel taily day, ovvero giorno delle natiche, durante il quale, ci si diverte ad attaccare sulla schiena dei malcapitati di turno un cartello con la scritta kick me (dammi un calcio). 

lunedì 29 luglio 2013

edicola di via del Pellegrino, Roma

Sto trascurando questo spazio che invece mi darebbe molte soddisfazioni perchè sono molti i visitatori...
Io ho colto l'opportunità di "rubare" questo post su Facebook del gruppo "Roma Sparita" perchè lo seguo con avidità e anche perchè amo Roma.
La foto e la descrizione è loro.





LE EDICOLE SACRE DI ROMA: VIA DEL PELLEGRINO

L'edicola di Via del Pellegrino, angolo Arco di Santa Margherita, è una delle edicole barocche più famose di Roma. Fu realizzata nel 1716, in stucco, da Francesco Moderati, scultore e stuccatore abbastanza famoso, su commissione del Cardinale Pietro Ottoboni. La statua della vergine con il bambino in braccio è coronata da un fastigio ornato da due angioletti. Nel medaglione sotto la statua è invece raffigurato San Filippo Neri affiancato da una coppia di aquile a due teste, simbolo della famiglia committente degli Ottoboni

martedì 2 luglio 2013

Ricetta per l'estate..... "Spaghettini alla Scapola"


Tu moje, doppo er solito trasloco,
se gode co' li pupi sole e bagni,
e tu, rimasto solo, che te magni,
si nun sei bono manco a accenne er foco?
Un pasto in una bettola, a dì poco,
te costa un occhio appena che scastagni;
si te cucini invece ce guadagni
e te diverti come fusse un gioco.
Mo te consijo 'na cosetta cicia
ma bona, pepe e cacio¹ solamente,
che cor guancialepoi se chiama Gricia.²
E m'hai da crede, dentro a quattro mura
magnà in mutanne...senza un fiato...gnente...
se gode più de' la villeggiatura.
  • ¹ Pecorino romano.
  • ² Il condimento alla «Gricia» è l'originaria «Matriciana» come la facevano i pastori laziali, con guanciale e salsicce a pezzi.
                                                                                                     Aldo Fabrizi - La pastasciutta 1974

sabato 22 giugno 2013

La Giornata dei Puffi

Oggi si è la Giornata Mondiale dei Puffi.
In  tutto il mondo si ricorda l'anniversario della nascita di Peyo, Pierre Culliford nato a Bruxelles il 25 giugno 1928, il creatore delle famose creature "alte due mele o poco più"...
Questa mattina presto presto, nei luoghi più belli di Roma, c'è stato un piccolo esercito.
Quattromila per una "invasione" blu: da Piazza di Spagna a Piazza Navona, da Castel Sant'Angelo a Via della Conciliazione, passando per via del Corso, Fontana di Trevi, Piazza Venezia e il Colosseo

(notizia liberamente tratta da repubblica.it)




giovedì 13 giugno 2013

Barzelletta.... per cucinare

Tra amici single:
"Gigi, sto imparando a cucinare la pasta!"
"Allora fai passi da gigante, bravo!"
"Quanto tempo fai bollire l'acqua per la pasta?"
"Boh, dipende dal tipo!"
"E' acqua di rubinetto!"




Questa non è una barzelletta ma è una storia vera, della mia famiglia, dei miei nonni.
Mio nonno era stato abituato a non avere nessun tipo di approccio alla cucina se non con il piatto
servito e pronto per essere mangiato. Credo che una sola volta si sia dovuto "arrangiare" da solo perchè la nonna era di ritardo: era andata dal dottore.... Lui ovviamnete non poteva aspettare, le dodici e trenta erano e le dodici e trenta dovevano essere rispettate, così mise da solo la pentola al fuoco....Qualcuno gli aveva detto che la pasta cuoceva in 10 minuti.... E lui riusci a fare la colla! sapete come? Misa la pasta a freddo assieme all'acqua e poi accese il fuoco! la nonna arrivò giusto in tempo per buttare tutto e rifare la pentola daccapo!

dedicato a Roma....

Mi è preso, stasera, una nota nostalgica. Mi manca Roma. E' tanto che non ci vado....


sabato 20 aprile 2013

KOKESHI


Le bambole Kokeshi sono bamboline tradizionali giapponesi.
Originarie di Tohoku, regione situata nella parte nordorientale dell'isola Honshu, sono bambole di legno con un corpo rotondo, una testa sferica e poche linee stilizzate per definire il viso. La caratteristica evidente di queste bambole è la mancanza delle braccia e delle gambe.
Il successo delle Kokeshi ha creato anche il modello a cui si è ispirato Savva Mamontov per creare le Matrioske, bambole russe, una dentro l'altra che ben conosciamo (o no?)      

Le prime bambole Kokeshi furono realizzate da artigiani del legno, i Kiji-shi, nel "Periodo Edo (1600-1868), probabilmente all'inizio del 1800. All'inizio erano state concepite come souvenir per i turisti che frequentavano le Terme della prefettura di Miyagi ma ben presto la loro bellezza e il loro successo fu diffuso in tutta la regione di Tohoku.




Il design dei Mii, avatar  per la Nintendo Wii  è ispirato proprio alle bambole Kokeshi.

lunedì 15 aprile 2013

CALIMERO compie 50 anni!

Calimero è il personaggio della pubblicità per il pubblico italiano: il pulcino piccolo e nero.
Nel Carosello per la Mira Lanza, 50 anni fa, fu caro a tutti i bambini ed è rimasto nell'immaginario collettivo.
Un mio amico ad esempio mi chiama spesso Calimero, quando mi sciorino tutti i miei guai! :-)
Il pulcino che caduto nel fango diventa nero non viene più riconosciuto dalla mamma e la sua battuta passata alla storia era: "E' un'ingiustizia però!"
Ovviamente alla fine del messaggio pubblicitario Calimero esce dal bucato, lavato con un detersivo della suddetta marca ed è bianchissimo e può tornare dalla mamma che lo riconosce!


ma che mamme c'erano 50 anni fa? :-D

domenica 6 gennaio 2013

E' ARITORNATA LA BEFANA


Oggi, ch'è aritornata la Befana,
ripenso a quanno ch'ero regazzino:
vedo Piazza Navona, la buriana,
rìsento er concertino fatto co' le trombette
dentro l'orecchio de le regazzette
che a forza de risate e de strilletti
e facenno vedé de scappa via,
pareveno 'no stormo d'ucelletti.
Quanta semplicità! Quanta allegria.
E me rivedo puro que la sera
che nonna me se mise accosto al letto
e, doppo detta assieme la prejera,
me fece un discorsetto.
Dice: - Stanotte ariva la Befana...
Va in giro pe' li tetti
ìnfagottata in una palandrana,
e cià un sacco co' tanti regaletti
pe' le creature bone
pe' vedelle contente,
e un antro co' la cenere e er carbone
pe' quelle più cattive e impertinente.
E gira... gira sempre, poverettal
Se ferma solamente a 'gni cammino
pe' poté mette dentro a la carzetta
quello che ha meritato er regazzìno.
Però, cocco mio bello, t'ho da dì
che la Befana nun finisce qui,
che la Befana nun è mai finita
ma t’accompagnerà tutta la vita,
pronta a premiatte si fai |'azzione bone...
si fai der male pronta gastigatte
portannote la cenere e er carbone.
Senti tu' nonna che te dice questo:
Mantiette sempre onesto...
ricordete che ar monno quer che vale
è fa sempre der bene e mai der male.

So passati tant’anni...
N'ho fatto de cammino su 'sto monno...
da la vita ciò avuto gioie e affanni...
er nipotino è diventato nonno.
Ma la voce de nonna, pora vecchia,
ancora me risona nell'orecchia:
- Ricordete che ar monno quer che vale
è fa sempre der bene e mai der male. -
E mo, come quann'ero regazzino,
me domanno co' un po' de commozione:
- Si metto la carzetta ner cammino
ce trovo più regali... o più carbone?
  Checco Durante
 

sabato 6 ottobre 2012

OROLOGIO A CUCU'

L'OROLOGGIO COR CUCU'
Trilussa

È un orologgio de legno
fatto con un congegno


ch'ogni mezz'ora s'apre uno sportello
e s'affaccia un ucello a fa' cuccù.
Lo tengo da trent'anni a capo al letto
e m'aricordo che da regazzetto
me divertiva come un giocarello.
M'incantavo a guardallo e avrei voluto
che l'ucelletto che faceva er verso
fosse scappato fòra ogni minuto...
Povero tempo perso!
Ogni tanto trovavo la magnera
de faje fa' cuccù per conto mio,
perchè spesso ero io
che giravo la sfera,
e allora li cuccù
nun finiveno più.
Mó l'orloggio cammina come allora:
ma, quanno vede lo sportello aperto
co' l'ucelletto che me dice l'ora,
nun me diverto più, nun me diverto...
Anzi me scoccia, e pare che me dia
un'impressione de malinconia...
E puro lui, der resto,
nun cià più la medesima allegria:
lavora quasi a stento,
o sorte troppo tardi e troppo presto
o resta mezzo fòra e mezzo drento:
e quer cuccù che me pareva un canto
oggi ne fa l'effetto d'un lamento.
Pare che dica: - Ar monno tutto passa,
tutto se logra, tutto se sconquassa:
se suda, se fatica,
se pena tanto, eppoi...
Cuccù, salute a noi!
 
Non so per quale affinità, o forse lo so,  a me Trilussa piace moltissimo e mi piace il romanesco soprattutto scritto/recitato/guardato nel mondo dell'arte dell'intrattenimento.... un pò meno nella realtà, nel senso che ritrovarmi con un burino vero che me la canta.... forse non sono in grado di reggere, ma forse è solo che sono toscana e come tale, si dice, c'abbiamo la puzza sotto il naso! :-)
Comunque a parte i miei modi di interpretare e vedere il romano, ho trovato la poesia del Trilussa rivista e tradotta in comasco e in altre lingue proprio qui:

domenica 26 agosto 2012

Il gallo di ferro battuto di Piacenza e altri galli!

A Piacenza nel 1908 venne fondata l'Istituzione Giuseppe Visconti di Modrone, una scuola/laboratorio dove si apprendeva l'arte del ferro battuto e dell'intaglio del legno e che ha permesso la formazione di tanti creatori diventati importanti.
Tra le botteghe artigiane del ferro battuto più conosciute c'è quella di Cesare Leonardi, l'ideatore del gallo grazzanese, tuttora in produzione.
Il gallo fu scelto come emblema del ferro battuto grazzanese dalla Regina Elena di Savoia che vedendolo esclamò " par che canti"....
La spiegazione dell' ideazione del gallo in ferro battuto viene data attraverso un aneddoto: un artigiano, leggendo il Vangelo, rimase colpito dal brano in cui l'apostolo Pietro rinnegava Cristo tre volte prima che il gallo cantasse e pensò di lavorare nel ferro un piccolo gallo alto cm.33 come gli anni di Gesù.
Pare che il duca Visconti invece preferisse una cicogna che, seppur bella,  non ha avuto la medesima fortuna del gallo. Infatti l'ammirazione della regina Elena valse, all'artigiano creatore, il titolo di "fornitore della casa Savoia".
Questa e altre botteghe in Grazzano Visconti ancora oggi producono le creazioni nei loro laboratori.
Fra tutta la produzione degli artigiani del ferro battuto il soggetto per antonomasia è diventato il piccolo gallo in posizione eretta e fiera. Esso era stato preso a simbolo di queste botteghe perchè, a parte la storia della sua ideazione, può dimostrare le capacità di questi artigiani che sono ormai diventati degli artisti. 
Alcuni galli sono esposti lungo via Carla Erba, ne siste anche uno sul tetto di una casa nella zona della Cortevecchia.
Altre botteghe, realizzano già dal 1860  lampadari, torcere, tavoli, sedie, fioriere e tutto quello che si può produrre con il ferro battuto.


 

lunedì 20 agosto 2012

Indovinello

Quale parola italiana è formata da cinque vocali e sedici consonanti?







L'Alfabeto!

lunedì 13 agosto 2012

Novella Parigini

Chi mi segue o mi conosce, sa che sto "compilando" diversi blog, uno dei quali dedicato ai gatti. Io non ho nessuna pretesa nell'informazione, ma sono una appassionata dell'immagine, dei colori e degli aneddoti personali e nel postare un gatto della famosa Novella Parigini non mi sono potuta accontentare del gatto... ma nel blog dei gatti non potevo ulteriormente scrivere di lei, così mi sono trasferita nel mio "almanacchiamo" e ritaglio un ulteriore spazio per questa pittrice che nel 1954, quando sono nata io!, andò  a New York dopo aver conseguito il diploma all'Accademia d'Arte a Parigi.
Toscana di Chiusi di famiglia nobile.
A New York è stata al centro del jet set e a Roma aveva lo studio in via Margutta..., come Moravia e tanti altri artisti. La Roma in cui ha vissuto Novella Parigini è quella di via Veneto dei film degli anni '50.

però lei si è distinta per quelle facce un pò così (gattofile), inconfondibili, sensuali e bambinesche.

domenica 12 agosto 2012

Barzelletta dedicata ai genovesi...



A Genova ad agosto, un bambino, figlio di genovesi si tuffa in acqua con il cappellino, arriva un'ondata che lo sommerge e lo butta sott'acqua.
Un turista che vede la scena si tuffa e lo porta fuori dall'acqua e praticandogli la respirazione bocca a bocca, lo salva.
Poco dopo arriva il padre:
- Scusi, è lei che ha salvato mio figlio?
ed il turista :- Si!,  - il padre :
- E il cappellino?

AGOSTO

Agosto, Moglie Mia Non ti Conosco 

è un romanzo di Achille Campanile la cui prima edizione è stata stampata nel 1930 e che sceglie come teatro un luogo di villeggiatura sul golfo di Napoli.
Un gruppo di villeggianti in una pensioncina dove il cibo è piuttosto di cattivo gusto, si intrecciano amori e amorazzi sullo sfondo.
Un naufragio. E belle donne, dongiovanni impenitenti, con cinture di castità, palombari…  fino alla fine della vacanza 

ma,

Agosto, Moglie Mia Non ti Conosco 

è anche uno dei più vecchi proverbi che io conosco.
Io credevo che stesse a significare che, quando le mogli sono in vacanza e i mariti in città.... potesse succedere di tutto perchè, in un certo modo autorizzati da una legge non scritta citata dal proverbio.

Poi invece scopro che un'antica credenza suggerisce che per gli uomini fosse  dannoso per la salute avere rapporti sessuali con temperature elevate!!! ma credo che questa fosse una distorsione di altri motivi...

Ma Esiodo racconta che Sirio proprio  nel mese di agosto rinvigorisce la passione delle donne per colpa di Canicula.
E per Canicula si intende nuovamente Sirio, la stella più luminosa che si può osservare subito al primo imbrunire.

Inoltre un anziano mi dice che un tempo si pensava che non fosse il momento ideale di generare un figlio, in agosto, semplicemente perchè sarebbe nato a maggio quando in realtà c'erano bisogno di braccia per i campi e quindi, per utilità di governo, la procreazione doveva essere o anticipata o procrastinata affinchè non impacciasse per le semine e i raccolti.
Meno male che questi conti non si fanno più!


sabato 11 agosto 2012

Bacco



Bacco, Baccus,  è il nome del dio del vino presso i Romani
Per i greci si chiamava Dioniso, era figlio di Zeus e della dea Semele, e le feste che gli venivano dedicate si chiamavano Dionisie.
Il suo culto passò dalla religione greca a quella romana all’inizio del II secolo a.C. e le feste venivano chiamate Baccanali, bacchanalibus..
A Roma il carattere orgiastico delle feste degenerò fino al punto in cui fu necessario proibirle nel 186 a.C.
Bacco, dio del vino, della vendemmia e dei vizi, è rappresentato come un uomo con dei pampini a mo’ di corona con una coppa di vino in mano.


Caravaggio. Credo che questo sia il dipinto, dedicato a Bacco, più famoso!


venerdì 10 agosto 2012

Carlo Rambaldi artista geniale


 Il papà di molti "personaggi" famosi non c'è più: 1925-2012
Arrivederci Carlo ci rivediamo lassù e chissà che cosa combinerai con gli angeli in paradiso!

Gli Enotri


Gli Enotri, antico popolo italico, erano stanziati nel sud d’Italia e precisamente nell’attuale Puglia/Basilicata e la parte più settentrionale della Calabria.

 Il termine "Enotrio" proviene presumibilmente dal vocabolo greco "oinos" (vino) che indicativa il territorio ricco di vigneti. E da ciò  derivò  Enotria come “Terra del Vino”, termine con cui i Greci indicavano l'Italia meridionale.



L'eroe al caffè , ancora TRILUSSA...

È stato al fronte, sì, ma col pensiero, 
però ti dà le spiegazioni esatte
delle battaglie che non ha mai fatte,
come vi fosse stato per davvero.

Dovresti vedere come combatte
nelle trincee d'Aragno! Che guerriero!
Tre sere fa, per prendere il Montenero,
ha rovesciato il bricco del latte!

Col suo sistema di combattimento
trova ch'è tutto facile: va a Pola,
entra a Trieste e ti bombarda Trento.

Spiana i monti, sfonda, spara, ammazza...
- Per me - borbotta - c'è una strada sola...
E intinge i biscotti nella tazza.

TRILUSSA

mercoledì 8 agosto 2012

Essere superstizioni non è più di moda?

Il gatto nero è diventato un must per la signorina snob, regalare fiori è diventato un modo orgiginale per far vedere che siamo donne emancipate...
Ma il bon ton recita che si debbono sempre fare regali a una puerpera, mai a un superiore e, solo dopo la chiusura dell'anno scolastico, alla maestra. Non si regalano oggetti costosi a un ricco, fiori ad un uomo - come appena su scritto -, fazzoletti, foulard, spille o oggetti appuntiti a chiunque, borsellini o portafogli se non con l'introduzione di un soldino.
Le ragioni per cui sono nate le superstizioni ormai sono lontane e, in genere, hanno significati particolari e/o magici che è difficile ricordare, possono essere anche la trasposizione fisica di alcuni rituali, che storicamente non erano visti di buon occhio.

Oggi come esempio porto le forbici che sono uno strumento che io uso tantissimo, veramente!
E non sono mai contenta perchè non sono mai sufficientemente arrotate o adatte al lavoro che sto facendo...

ecco:


- Se le forbici cadono a terra, prima di raccoglierle, si deve posarci il piede sopra per annullare il cattivo presagio
- Se si ricevono in regalo una spilla, un temperino, delle forbici o qualsiasi oggetto appuntito, o tagliente  si deve pungere con essi il donatore, oppure regalargli una simbolica monetina. Se non lsi fà ciò, si rischia di troncare il rapporto di affetto/amicizia
- Forbici, aghi e spille presi in prestito devono essere sempre restituiti perchè altrimenti si potrebbe litigare con la persona che ce li ha prestati...
e via di questo passo....
Se avete altre notizie in merito fatemele sapere.

TRILUSSA PER CUI....


Er solleone abbrucia la campagna,
la Cecala rifrigge la canzone
e er Grillo scocciatore l'accompagna.
"E' la solita lagna!"
dico fra me: ma poi
penso che pure noi,
chi più chi meno, semo tutti quanti
sonatori ambulanti.
Perchè ciavemo tutti in fonno ar core
la cantilena d'un ricordo antico
lasciato da una gioja o da un dolore.
Io, quella mia, me la risento spesso:
ve la potrei ridì...ma nu' la dico.


Non faccio er cantastorie de me stesso.
                                                             Trilussa
 



A Roma, fra le varie possibilità di ricordarsi di Trilussa c'è anche una piazza a lui dedicata, appunto piazza Trilussa che è posizionata tra lungotevere Raffaello Sanzio e via di Ponte Sisto.


lunedì 6 agosto 2012

sabato 4 agosto 2012

Cobò




Chicchicchirichi!… Chicchicchirichi!…
"Ecco il dì".
Cantano i galli di Cobò.
Il vecchio Cobò è sul suo letto che muore
fra poche ore.
Povero Cobò! Povero Cobò!
Ciangottano i pappagalli.
Addio Cobò! Addio Cobò!
E le galline:
cocococococococodè:
"oggi è per te"
cocococococococodè:
"Cobò tocca a te".
Le tortore piene di malinconia
si sono radunate in un cantuccio:
glu… glu… glu…
"non ti vedremo più".
I cani si aggirano mesti
con la coda ciondoloni, mugolando:
bau… bau… baubaubò:
"addio papà Cobò".
E i gatti miagolando:
gnai… gnai… gnai… fufù
"Mai… mai… mai più".
E le cornacchie:
gre gre gre gre
"anche a te, anche a te".
Fissando il capezzale
la civetta
veglia e aspetta.

di Aldo Palazzeschi

giovedì 2 agosto 2012

Lucciola

Lucciola, lucciola, vien da me,
ti darò il pan del re,
pan del re, della regina;
lucciola, lucciola, vieni vicina.