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sabato 11 agosto 2012

Bacco



Bacco, Baccus,  è il nome del dio del vino presso i Romani
Per i greci si chiamava Dioniso, era figlio di Zeus e della dea Semele, e le feste che gli venivano dedicate si chiamavano Dionisie.
Il suo culto passò dalla religione greca a quella romana all’inizio del II secolo a.C. e le feste venivano chiamate Baccanali, bacchanalibus..
A Roma il carattere orgiastico delle feste degenerò fino al punto in cui fu necessario proibirle nel 186 a.C.
Bacco, dio del vino, della vendemmia e dei vizi, è rappresentato come un uomo con dei pampini a mo’ di corona con una coppa di vino in mano.


Caravaggio. Credo che questo sia il dipinto, dedicato a Bacco, più famoso!


venerdì 10 agosto 2012

Gli Enotri


Gli Enotri, antico popolo italico, erano stanziati nel sud d’Italia e precisamente nell’attuale Puglia/Basilicata e la parte più settentrionale della Calabria.

 Il termine "Enotrio" proviene presumibilmente dal vocabolo greco "oinos" (vino) che indicativa il territorio ricco di vigneti. E da ciò  derivò  Enotria come “Terra del Vino”, termine con cui i Greci indicavano l'Italia meridionale.



martedì 24 luglio 2012

Leonardo da Vinci e l'unità di misura del vino...



Leonardo cresciuto nelle campagne della provincia ebbe per il paesaggio toscano un'ammirazione profonda. Lo stupivano il lavoro del contadino, le curve e la bellezza della natura intorno a lui e grazie a questo suo apprezzamento ebbe a dire:


"Et però credo che molta felicità sia agli uomini che nascono dove si trovano vini buoni"

martedì 10 luglio 2012

dal vino che uno beve si riconosce chi è...





Il maestro beve acqua,
la monaca acqua e vino,
la zitella vino e acqua,
la massaia un bicchier di vino,
il dottore due di quello buono,
il contadino tre di quello genuino,
il fattore quattro di quello rubato,
il prete cinque di quello migliore,
il frate sei: come si trova,
il facchino sette di quello battezzato,
il sacrestano otto di quello vecchio,

il becchino nove di quello avanzato.....



salsa spumosa col vino

Ingredienti:
  •  un uovo
  • un quarto di vino bianco secco
  • un cucchiaino di farina
  • un cucchiaino di zuccheroùdue fettine di limone 
  • un pizzico di cannella                                                                                                                                                                                                                                                                                In un tegame si mettono gli ingredienti, si amalgamano bene e si pongono sul fuoco dove si lavorano rapidamente sbattendoli bene con un mestolo di legno fino a quando la crema comincia  a montare. Non deve bollire mai!A questo punto si versa in una scodella continuando a lavorarla con il mestolo per qualche minuto in modo da ottenere una crema omogenea, poi si mette in una salsiera e si può accompagnare a carne o pesce alla griglia.

lunedì 2 luglio 2012

ll Santo Patrono e ..... il vino


Il santo Patrono?
Dipende! Ce ne sono fin troppi.
In ordine sparso:
San Zeno, esperto viticoltore è spesso rappresentato su etichette di vino DOC  veneto.
San Venceslao, duca di Boemia, oltre ad essere patrono di Boemia è anche protettore dei pigiatori d’uva.
Sant’Urbano è il protettore dei bottai.
Santa Elisabetta, regina del Portogallo poi fattasi clarissa, è invocata dagli enologi.
San Vincenzo Ferrer è il protettore dei campi, delle vigne e dei vignaioli.
San Barnaba viene invece invocato affinché non grandini.
San Martino di Tours è il patrono degli osti, del vino, dei bevitori, degli albergatori, dei vignaioli e dei vendemmiatori.
San Giovanni, protettore del succo d’uva/mosto.
San Luca, protettore del vino nuovo.
Per ultimo Noè, che ignoro che sia stato fatto santo ( ma probabilmente è una mia lacuna) ma che è il protettore degli ubriachi.

Pane, vino e zucchero


 I nostri nonni non disdegnavano di inventarsi dei dolcetti in periodi duri dove le dispense erano prive di tutte le risorse di abbondanza a cui siamo abituati.
Una fetta di pane bagnata con abbondante vino rosso e spolverizzata da zucchero era un ottimo dessert.

sabato 30 giugno 2012

Il tappo


Il tappo di sughero pare che fosse già utilizzato al tempo dei Romani ma solo nel 1600 fu usato per la chiusura delle prime bottiglie di vetro per lo Champagne.
I tappi di sughero vengono prodotti con la corteccia di una particolare quercia – Quercus Suber L. – che è presente sul Mediterraneo. L’albero impiega 40 anni prima di poter fornire il sughero adatto alla produzione dei tappi.
I più grandi produttori di sughero per tappi sono la Spagna e il Portogallo che ha un clima simile a quello del Mediterraneo. Anche in Sardegna c’è una buona produzione di sughero da bottiglia.
Attualmente si producono circa 20 miliardi di tappi ma l’impulso mondiale alla coltivazione della vite ha richiesto nuove soluzioni alternative al sughero.
Il tappo in silicone è una delle alternative che non piace molto al pubblico ma garantisce atossicità, non si sbriciola, non viene attaccato da muffe. Il tappo in silicone inoltre non consente al vino di “respirare” per cui è necessario imbottigliare il vino al momento “giusto” (non può essere invecchiato in bottiglia) per essere apprezzato dal palato.


Rossini e il vino in pillole...


Rossini e il vino in pillole

Il barone Rothschild inviò a Rossini qualche grappolo della sua uva migliore e il musicista scrisse un biglietto di ringraziamento che diceva: "La vostra uva è eccellente, ve ne ringrazio, ma il vino in pillole non mi piace affatto". Il barone allora gli fece recapitare delle bottiglie del suo  Château–La fite!





giovedì 28 giugno 2012

In un paese …


 …un giorno passò a miglior vita un vecchio di 103 anni. Alla vigilia del funerale, dopo cena, si raccolsero alcuni amici per la tradizionale recita del rosario e per la solita riunione d'occasione.
"Poveretto, quante ne ha viste e quanto tribolare...".
"Ma come ha fatto ad arrivare a questa età", chiede una donna alla nuora.
"Cara mia, per tutta la vita ha sempre ascoltato il medico: sempre acqua, mai un goccio di vino".
A un tratto si sentì un tonfo giù per la scala di legno che portava al piano di sopra.
"Ma che succede?".
"Niente paura", disse la nuora. "È ruzzolato il fratello gemello del morto, ubriaco fradicio come al solito".

venerdì 22 giugno 2012

Il Vino e gli Etruschi


                          
Il vino approdò in Italia con i Fenici che portarono la Vitis Vinifera Sativa in Sicilia, successivamente gli Etruschi portarono la coltivazione della vite nell’Italia centrale e settentrionale.
La terra del vino, Enotria, fu il nome che fu attribuito alla nostra penisola per il ricco prosperare di questa coltura. Il nostro clima e le nostre terre si dimostrarono l’habitat ideale.
Con il vino gli Etruschi onoravano i morti ed  erano diffuse le pratiche religiose in onore di Fufluns , il loro dio del vino. 
Sono stati ritrovati semi di vite nelle tombe del Chianti  che dimostrano che gli Etruschi portarono questa pianta dall'oriente e l'acclimatarono in Italia.
La vite etrusca aveva la forma di un alberello che veniva appoggiato ad una pianta di olmo per crescere più forte e le vigne venivano circondate da siepi per essere protette dagli animali alla ricerca del pascolo.
Gli etruschi furono grandi produttori ed esportatori di vino. Imbarcazioni cariche di anfore vinarie attraversavano il Mediterraneo.
A Cap d'Antibes è stato ritrovato il relitto di una nave  che conteneva circa 170 anfore di Vulci. 


                                      

La parola “ Vino”….


Vinum… ha origine dal sanscrito “vena” e significa “amare” da cui, a sua volta, deriva “Venus” cioè “Venere”.
Sempre da Vinum deriverebbero gli altri nomi nelle varie lingue: wein  in tedesco; wijn in olandese, vin in svedese e danese, wine in inglese, vino in spagnolo, vinho in portoghese e vin in francese.
                                             

giovedì 21 giugno 2012

IL CARCIOFO


Il carciofo è un antico prodotto della natura, già mangiato al tempo degli Egizi.
Fu molto apprezzato anche dai Romani.
Notizie più certe sulla coltivazione del carciofo in Italia si hanno nel XV secolo, sia nella zona di Napoli portato da Filippo Strozzi che in Toscana dove Caterina dei Medici ne fu una grande consumatrice.
E il vino?
I Carciofi sono molti duttili e accompagnano bene qualunque tipo di carne e anche molti pesci ma....
… e il vino?
Per l’alto contenuto di ferro, i carciofi, lasciano in bocca un sapore quasi metallico ed è quindi molto difficile abbinarvi un vino, comunque i piatti che prevedono pasta o riso possono essere accompagnati da un rosato leggero, mentre i carciofi fritti e le frittate di carciofi si sposano bene con un vino bianco strutturato e morbido. I carciofi crudi accettano, ahimè, solo l'acqua.

IL BRINDISI DI SEGALARI




Castello di Segalari

Si dice che questo brindisi sia avvenuto a Segalari il 19 ottobre 1885. Il convegno avrebbe dovuto tenersi alla Torre di Donoratico, ma pare che fosse una giornata piovosa e questa modificò il programma...
 

Il primo pretto, 
Il secondo schietto,
Il terzo senz’acqua,
Il quarto non s’annacqua,
Il quinto tutto vino,
Il sesto come il primo

Di Giosuè Carducci

Torre Segalari
La leggenda dice che il Carducci accompagnasse ognuno dei sei versi bevendosi un bicchier di vino. Ma nonostante la ben nota capacità carducciana di tracannare vino, si suppone che questo brindisi sia avvenuto dopo un abbondante pasto che non avrebbe potuto lasciare spazio a questa metodica sgozzata

mercoledì 20 giugno 2012

PREGHIERA DEL CANTINIERE


Vino nostro che sei in cantina, 

Sia ringraziato il tuo buon grado,

Venga molto vino, purchè buono e genuino:

trebbiano e sangiovese o presellino!

Dacci oggi la nostra bevuta quotidiana

E riempi a noi i nostri bicchieri

Come noi li riempiamo ai nostri bevitori,

Non c’indurre all’ubriachezza,

Ma liberaci dall’acqua

E così sia.

L’autore? Boh! Di sicuro non un astemio!